Simone Caffaz “Non basta un cappottino rosso per nascondere i disastri finanziari del PD”



Il dibattito sul maxi-derivato che costa a Carrara oltre un milione di euro l’anno è un ottimo servizio reso alla città. Tutti i cittadini hanno avuto modo di conoscere (o ricordare) la scommessa persa dal PD sulle spalle dei cittadini di Carrara.

I “derivati” sono infatti strumenti finanziari che devono la loro denominazione al fatto che il loro valore dipende da quello di attività finanziarie o indici (di borsa, tassi d’interesse, ecc.). Pertanto, questi strumenti finanziari sono una scommessa come quelle che si fanno al casinò. Ma se una persona è libera di disporre dei propri soldi (e quindi anche di giocarseli al casinò) altrettanto non può fare chi, in qualità di amministratore pubblico, ha il compito di gestire il patrimonio della collettività senza esporlo a rischi ingiustificati. 

Il Partito Democratico e i protagonisti delle giunte di quella stagione (i nomi sono reperibili in rete) hanno esposto Carrara ad un rischio enorme e ancora oggi hanno il coraggio di ripresentarsi agli elettori.

Un altro disastro è quello legato alla costruzione della strada dei marmi finanziata con prestiti di durata limitata e non commisurati alla durata del bene che andavano a finanziare. L’effetto ottenuto è stato privare la città delle disponibilità finanziarie necessarie per realizzare altre opere pubbliche di cui la città aveva e ancora oggi avrebbe bisogno.

Altra scommessa persa dal PD è poi quella riferibile alle cause perse dinanzi alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea in merito alla tassa marmi. Il Comune ha perso tutte le cause con le imprese estrattive e per evitare il commissariamento per dissesto finanziario ha raggiunto con gli industriali un accordo ben più oneroso di quello che avrebbe potuto concludere prima della pronuncia della Corte. 

Queste rievocazioni servono però anche a rendere l’onore delle armi alla giunta uscente, quella del Movimento 5 Stelle, che ha dovuto amministrare negli ultimi cinque anni con un debito mostruoso ereditato dalle giunte di sinistra. Ma se 5 anni fa Francesco De Pasquale e Matteo Martinelli si candidarono in contrapposizione alla mala gestione delle sinistre, c’è chi oggi vorrebbe come se nulla fosse riportare il M5s sotto il cappottino rosso di Serena Arrighi.

Ma certamente un bel cappottino rosso non è sufficiente a nascondere tutti i disastri finanziari del Partito Democratico che ancora oggi pesano sulla città.

Noi faremo meglio. Se gli elettori mi daranno fiducia amministrerò le risorse della città con la prudenza e la cura del buon padre di famiglia.

*Simone Caffaz*