Antonello Pelliccia ne il centrodestra siamo noi “Carrara in futuro città d’arte contemporanea”



Una delle eccellenze di Carrara, Antonello Pelliccia, si candida a sostegno della candidatura a sindaco di Simone Caffaz nelle prossime elezioni amministrative comunali del 12 giugno. Segretario provinciale del PLI, Pelliccia fa parte della lista Il centrodestra siamo noi. E’ uno dei massimi esperti italiani e non solo di Urban Design, materia che lui per primo in Italia ha introdotto in ambito accademico, co-declaratore in Gazzetta Ufficiale della riforma delle accademie; architetto, pittore, direttore della Scuola di Design di Brera, docente di Landscapes alla stessa Accademia di Belle Arti. Collabora con artisti, musei e amministrazioni civiche nel nostro paese e all’estero.

“Qual è la vocazione di Carrara – inizia – è la prima domanda che ci dobbiamo fare. Al centro dei miei interessi c’è l’avanguardia, un segmento dell’architettura contemporanea. Per poterla incrementare occorre snellire i tempi della burocrazia, creare un supporto alle imprese attraverso uno sportello permanente che dia risposte immediate e le agevoli nel superare le attualità difficoltà e limitazioni nell’edilizia soggetta a vincoli ristretti”

“L’Accademia di Belle Arti – prosegue Pelliccia – dovrebbe secondo me essere più integrata nel tessuto urbano, essere riconosciuta come polo universitario e insieme alle materie tradizionali prevedere una scuola di progettazione a matrice artigianale. Il design per l’impresa, in sinergia con le competenze del nostro territorio e il merchandising legato al disegno artistico, darebbe un’identità culturale in linea coi tempi a tutta la nostra città”

“Una Carrara che va ripensata – continua Pelliccia – a partire dal concetto di design urbano che deve essere vissuto col linguaggio dell’arte contemporanea. La filosofia è quella dell’uso dello spazio pubblico, un vuoto che va riempito coi progetti artigianali di cui parlavo prima, ma va riempito anche con idee innovative come quella dell’ortus conclusus da ricavare volendo anche all’interno di stabili ormai abbandonati oppure del sound design che crei armonia. O ancora attraverso il recupero di spazi di territorio da occupare creando sedute che riportino alla memoria i carri della vecchia ferrovia marmifera”

“Anche la destinazione dei musei – insiste Pelliccia – deve essere secondo me ripensata. Il Carmi lo vedo come un luogo ideale per una scuola di restauro all’interno di un percorso scientifico in sinergia con istituzioni toscane e italiane, il museo del marmo ormai da tempo non visitato da carraresi potrebbe invece essere luogo di recupero dei valori del territorio, il Mudac essere permanente esibizione del periodo neoclassico della scultura carrarese e Palazzo Pisani potrebbe riservare uno spazio come galleria degli artisti locali”

“L’arte è un veicolo eccezionale – conclude Pelliccia – con un potenziale che a Carrara è inespresso. I monumenti sono gli indicatori del tempo e da noi non c’è nulla di nuovo, nessun segno di arte contemporanea, opere per creare attenzione, in base al concetto moderno di spazi elastici che possano spostarsi e trasformarsi andando con la stessa proposta artistica ad occupare per un certo tempo spazi diversi nella città”